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[ Bollettino meteo ufficiale ]

DIEMME SpA - LUGO di ROMAGNA (Ravenna) - ITALIA - ENOLOGIA e FILTRAZIONE
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EDITORIALE DEL 03.03.2013 - Consultato 2343 volte
Inverno 2012/2013: temperature leggermente inferiori alle medie e piovosità elevata.

L'inverno 2012/2013, meteorologicamente da poco conclusosi, è stato caratterizzato da temperature un poco inferiori alle medie climatologiche di riferimento (periodo 1971-2000) e da elevata piovosità.

Il campo termico ha evidenziato un'anomalia stagionale negativa di -0.4°C su base regionale (Romagna), e pertanto siamo di fronte al quarto inverno consecutivo con valori termici leggermente al di sotto delle medie climatologiche, particolarità che contrasta sensibilmente rispetto ai trend termici su base annuale ma anche stagionale (segnatamente estate), i quali evidenziano una costante tendenza al riscaldamento.

Le deboli anomalie termiche negative dell'inverno 2012/2013 sono state determinate da mesi di dicembre 2012 e febbraio 2012 più freddi rispetto alla norma (rispettivamente -1.2°C e -1.0°C su base regionale) e da un gennaio 2013 più mite (+0.9°C rispetto alla media del periodo 1971-2000).

Nonostante un dato stagionale contraddistinto da modeste anomalie termiche negative non si sono verificate ondate di freddo particolarmente intense, ad eccezione del periodo inquadrabile nella prima metà di dicembre 2012 allorquando sono stati registrati valori minimi prossimi a -8/-9°C sulle zone di pianura del lughese e faentino.

Tuttavia le frequenti condizioni di tempo instabile o perturbato, occorse essenzialmente in gennaio e soprattutto febbraio, hanno contribuito al verificarsi di valori massimi contenuti (specie in febbraio), contribuendo alla determinazione delle suddette anomalie. Peraltro anche i valori minimi del mese di febbraio, pur in mancanza di picchi particolarmente bassi, si sono mantenuti quasi costantemente inferiori alle medie climatologiche, con un elevato numero di giorni con temperatura minima negativa.

Inoltre gennaio 2013, pur in un contesto generalmente mite, non ha evidenziato temperature massime particolarmente elevate, segnatamente nelle aree pianeggianti, grazie alla presenza di frequenti inversioni termiche, con nebbie diffuse, che hanno impedito il raggiungimento di valori assoluti di un certo rilievo, fattore che invece, sebbene per periodi brevi, ha interessato le aree collinari e montuose.

L'inverno 2012/2013 è risultato altresì alquanto piovoso, con anomalia pluviometrica stagionale di segno positivo (+63% su base regionale rispetto al trentennio 1971-2000), e con precipitazioni cumulate stagionali sovente superiori ai 200/250 mm anche nelle aree pianeggianti.

Alla determinazione di siffatte anomalie pluviometriche hanno contribuito essenzialmente i mesi di gennaio (+77%) e soprattutto febbraio 2013 (+147%); quest'ultimo ha annoverato precipitazioni cumulate mensili quasi ovunque superiori a 100 mm, particolarità di sicuro rilievo dal momento che climatologicamente si tratta del secondo mese più secco dell'anno (dopo luglio).

Tali valori conferiscono al febbraio 2013 la caratteristica di uno dei mesi di febbraio più piovosi dal 1950, con precipitazioni particolarmente abbondanti nella terza decade del mese, che, peraltro, è statisticamente la più secca del mese e dell'intero inverno.

Dicembre 2012 ha visto invece generali anomalie pluviometriche negative, con valore medio stagionale del -39% in meno rispetto alla media 1971-2000; tuttavia le suddette anomalie non sono state in grado di bilanciare quelle derivate dai piovosi gennaio e febbraio 2013, i principali protagonisti del piovoso inverno 2012/2013.

Nell'inverno 2012/2013 non sono mancati episodi nevosi anche in pianura, specialmente nel mese di febbraio 2013, ma generalmente di scarsa entità e breve durata con accumuli al suolo scarsi o nulli (fasi di neve mista a pioggia), a parte quelli occorsi tra i giorni 22 e 23 febbraio 2013, quando in diverse aree pianeggianti di lughese, faentino e forlivese sono stati superati i 20/25 cm di accumulo al suolo.

In particolare le nevicate della sera del 22 febbraio si sono spinte fino ad interessare l'intera fascia costiera lasciando alcuni centimetri al suolo (ravennate e riminese), mentre quelle del 23 sono risultate alquanto intense sui rilievi e, in una prima fase, su pianura forlivese, lughese occidentale e faentina. Più deboli le nevicate del giorno 2 febbraio con accumuli modesti al suolo.

Leggere nevicate in pianura e fino alla fascia costiera si sono manifestate anche nel periodo 7-8 dicembre 2012, ma con accumuli tutto sommato trascurabili (non superiori a 5 cm in pianura). In tal senso, a fronte di precipitazioni nevose che non sono mancate nel corso del trimestre, solo quelle della terza decade di febbraio 2013 sono risultate di una certa consistenza.

Viene quindi archiviata una stagione invernale 2012/2013 i cui elementi maggiormente caratterizzanti sono certamente risultati l'elevata piovosità (dopo lunghe fase siccitose negli anni 2011 e 2012), e campo termico per la quarta volta consecutiva un poco inferiore alle medie di riferimento.

P. Randi
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