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I minicicloni? non esistono
Da alcuni giorni circola in rete la notizia che un "miniciclone" dovrebbe investire la penisola italiana. Tale notizia è stata diffusa da diversi media (organi di stampa e TV) ed è frutto della fantasia di qualche personaggio non nuovo ad "uscite" del genere e che è alquanto prodigo in termini di "schiamazzi pseudometeorologici" su web.
Naturalmente la parola "miniciclone" potrebbe generare "allarme" presso coloro che non sono "addetti ai lavori" (la parola "ciclone" di per sè può apparire "minacciosa"), ma in realtà i minicicloni neppure esistono.
Esistono i cicloni tropicali, i cicloni extratropicali, i Tropical Like Cyclone (TLC, strutture barotropiche associate a convezione profonda, ma che nascono da strutture barocline; ogni tanto si innescano anche nel Mediterraneo, sebbene di preferenza nel periodo autunnale), i mesosicloni (associati ai temporali a supercella, potenzialmente forieri di tornado) ed i misocicloni (associati in genere a strutture temporalesche non supercellulari che possono oroginare landspout o waterspout).
Il termine miniciclone, quindi, neppure esiste nella terminologia meteorologica, pertanto è privo di significato.
Tralasciando i fenomeni noti come meso e misocicloni, ovvero strutture alla mesoscala associate a forte attività temporalesca e che non riguardano l'evoluzione meteorologica attuale, i cicloni che interessino scale spaziali più ampie vengono distinti in extratropicali e tropicali.
I cicloni extratropicali sono le classiche depressioni (atlantiche o mediterranee) che si sviluppano in seno alle ondulazioni delle correnti troposferiche occidentali che scorrono alle medie latitudini che danno origine ad onde lunghe di Rossby od onde corte di Bjerknes), oppure sottovento ad importanti sistemi montuosi (alquanto frequenti sul bacino del Mediterraneo, essendo attorniato da Alpi, Pirenei, Massiccio Centrale, catena dell'Atlante, etc.).
Sono sempre associati a frontogenesi (strutturazione di ben definiti fronti caldi, freddi ed occlusi) e, in base a determinate dinamiche di innesco ed evolutive, possono presentarsi talora molto profondi ed associati ad intense fasi di tempo instabile/perturbato con forti venti e piogge intense.
Insomma tutte le cosiddette depressioni o basse pressioni che di tanto in tanto interessano la nostra penisola, con fronti associati, sono i classici "cicloni extratropicali" ai quali può essere associato il termine "mediterranei" qualora l'innesco si abbia direttamente sul nostro mare; fanno eccezione, ma con frequenza relativamente bassa, i TLC i quali nascono come cicloni extratropicali ma che in determinate condizioni, molto favorevoli all'innesco di profonda e prolungata convezione, possono assumere caratteristiche assai simili ai cicloni tropicali (uragani, tifoni), sebbene di intensità minore, naturalmente con assenza di fronti associati e con struttura verticale che tende a divenire barotropica (minimi di pressione alle varie quote verticalmente in asse e con isoterme parallele alle isoipse sui vari piani isobarici).
Quello che già sta interessando la nostra penisola, e di conseguenza anche la nostra regione, è un normalissimo ciclone extratropicale, come molti altri hanno interessato in passato il nostro territorio, nato sottovento alla catena dell'Atlante a causa di una profonda saccatura in quota che dal nord Atlantico si è inserita verso la penisola iberica e Mediterraneo occidentale, associata ad avvezione fredda di tipo polare marittimo alle medesime quote.
Il minimo di pressione al suolo è previsto alquanto profondo ed in evoluzione verso NE trasportato dalle veloci correnti in quota che scorrono sul ramo ascendente della predetta profonda saccatura, ed eventualmente solo in un secondo tempo, se la convezione associata sarà profonda e prolungata, potrà evolvere in TLC, fattore che, ad ora, non è ancora certo.
Ovviamente potrà recare anche tempo fortemente perturbato (in alcune regioni) con disagi e danni, ma sempre di ciclone extratropicale si tratta, vale a dire una figura dinamica assai comune.
In ogni caso, anche qualora dovesse manifestarsi l'evoluzione della struttura attuale in TLC, non saremmo comunque in prensenza di "minicicloni", anche perchè i "minicicloni" non esistono.
Di positivo questo passaggio potrà apportare piogge un pò su tutto il territorio con particolare riferimento ai riievi e fascia pedecollinare e, nel complesso, le condizioni permarranno instabili per alcuni giorni, ed anche per la prossima settimana probabilmente non mancheranno occasioni per nuovi passaggi perturbati, sebbene non di particolare intensità.
Aggiornamenti nei prossimi giorni.
P. Randi
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