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[ Bollettino meteo ufficiale ]

ZERO EMISSION ROME 2010 - EOLICA 2010 MEDITERRANEAN
www.meteocenter.it
EDITORIALE DEL 12.12.2009 - Consultato 1295 volte
Correnti dai Balcani al suolo e successivo richiamo mite in quota: possibile peggioramento ad inizio settimana.

L'atteso cambio di circolazione sta avvenendo in queste ore grazie all'isolamento, tra isole britanniche e mare di Norvegia, di un centro anticiclonico ben strutturato a tutte le quote e conseguente all'innesco di un blocco meteorologico euratlantico in quota per evoluzione di onda lunga di grande ampiezza.

Il centro di alta pressione convoglia, sul proprio settore meridionale, masse d'aria più fredda ed inizialmente alquanto secca che dal comparto russo si dirigono verso la penisola balcanica ed abbordano successivamente la penisola a partire dal versante adriatico con flussi nordorientali, complice la presenza di un blando corridoio depressionario al suolo chiuso tra Mar Egeo e Sardegna.

In questa prima fase l'avvento delle correnti fredde non appare di particolare intensità e gli stessi valori termici in bassa troposfera non risultano troppo bassi, sebbene un poco inferiori alla norma climatologica del periodo corrente; pertanto le temperature sono in calo ma non particolarmente vistoso, ed i connotati sono quelli di una normale invasione invernale di aria balcanica.

Tuttavia l'ingresso sul Mediterraneo occidentale delle correnti continentali balcaniche, unitamente alla discesa alle quote superiori di un nucleo di aria fredda proveniente dall'Europa settentrionale che punterà verso il Mediterraneo occidentale, dara vita a condizioni idonee all'innnesco di una vasta depressione mediterranea che in seguito, pilotata dalle correnti in quota, si dirigerà verso levante interessando anche la nostra regione a partire da lunedì prossimo.

Ciò comporterà lo scorrimento di aria più mite ed umida in quota da est-sud-est su aria fredda balcanica presente nei bassi strati, che in parte seguiterà ad affluire, determinando condizioni favorevoli al verificarsi di nevicate anche a bassa quota all'inizio della prossima settimana.

Il comparto pianeggiante emiliano vede normalmente in queste circostanze elevato rischio di nevicate, e ciò potrebbe accadere all'inizio della settimana entrante inj concomitanza ad un deciso calo termico nei valori diurni.

In Romagna invece occorrerà valutare l'impatto che avranno anche nei bassi strati troposferici le correnti sudorientali più miti, le quali più facilmente fanno il loro ingresso attraverso la costa; inoltre in prossimità del suolo avremo probabilmente flussi nordorientali che comunque hanno componente marittima e risentono dell'effetto catabatico (di caduta) indotto dalle Alpi dinariche, e quindi le precipitazioni saranno più probabilmente piovose, quantomeno su costa e pianura orientale.

Le aree dell'imolese, faentino e del lughese occidentale si trovano sovente, con tali dinamiche, in una zona per così dire "di transizione" che segna il limite presso il quale non entrano franchi i flussi marittimi e più miti; pertanto in quelle zone non si può escludere a priori la possibilità di precipitazioni nevose anche a quote molto basse o pianeggianti pedecollinari.

Il forcing atteso per l'inizio della prossima settimana non è ancora completamente definito nelle modalità evolutive, quindi qualche punto interrogativo ancora permane in merito alla reale entità dei fenomeni che potranno aversi, così come sull'effettivo andamento del profilo termico verticale su gran parte del territorio.

Questi punti interrogativi troveranno risposta allorquando sarà molto meglio definita la traiettoria che seguirà il minimo barico.

Ma in ogni caso siamo in attesa del primo vero episodio di tempo perturbato di stampo tipicamente invernale che, con ogni probabilità, porterà un buon innevamento del nostro Appennino.

Una seconda e più intensa discesa di aria fredda, proveniente direttamente dal circolo polare artico, è prevista affacciarsi in Europa nella seconda parte della prossima settimana; al momento la nostra penisola rimarrebbe ai margini della forte irruzione (a parte probabilmente il settore nordorientale), ma sull'argomento ci si ritornerà prossimamente alla luce di nuove indicazioni da parte dei modelli matematico-fisici.

P. Randi
MeteoCenter
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